L’incapacità di intendere e di volere

L’incapacità di contrarre (art.428, 1425 c.c.) e l’incapacità di testare (art.591 c.c.); la prima può annullare il contratto poichè trattasi di una incapacità transitoria, mentre la seconda può invalidare un testamento.

La letteratura medica e grafologica forniscono indicazioni su comportamenti grafo-motori patologici che ci dimostrano degenerazioni, alterazioni e stati confusionali importanti.

Il contenuto fa parte dell’osservazione del testamento, infatti andrebbe verificato la corrispondenza tra il contenuto e la mentalità, il modo di esprimersi, l’ortografia e la sintassi.

Le parole contenute in un testamento devono corrispondere necessariamente allo stile e alla cultura del de cuis.

 

In particolare, la fenomenologia grafologica individua :

Di fondamentale importanza sarà l’anamnesi medica dalla quale derivano tutte le informazioni relative a malattie importanti,  in cui vi rientrano l’anamnesi funzionale ossia quella relativa alle funzioni scrittorie : difetti della vista; funzionalità muscolare e sensoriale; l’anamnesi neuropsicologica relativa al grado di attenzione, memoria e linguaggio del de cuis e anamnesi farmacologica in cui vi rientrano tutte le informazioni relative ai farmaci e ai loro effetti  sulle capacità mentali e grafo-motorie.

L’anamnesi paretale consente in assenza di informazioni cliniche di conoscere le abitudini del soggetto scrivente e di rispondere alle suddette domande in maniera più informale.

Secondo il C.p.c. art. 194 “il ctu può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi….”

Le informazioni extragrafiche sono utili già nella fase preliminare all’analisi grafologica e devono riguardare i seguenti campi:

Le situazioni di incapacità spesso sono associate alle fenomenologie dell’età senile e della malattia.

Per legge non è il grafologo che attesta l’incapacità di intendere e di volere del testatore.